1. L’Urgenza del Cambiamento: La Diagnosi di Mario Draghi
Il report "The Future of European Competitiveness", presentato da Mario Draghi nel settembre 2024, segna un punto di non ritorno. La diagnosi è impietosa: senza un incremento massiccio di produttività e investimenti, l'Europa è destinata a un declino geopolitico ed economico. Il modello attuale, frammentato tra 27 giurisdizioni, non è più in grado di competere con i giganti tecnologici globali.

Per invertire questa rotta e rilanciare la competitività europea, Draghi propone una strategia da sviluppare su tre direzioni:
- Colmare il gap di Innovazione: Intervenire sulla cronica carenza di investimenti in IA, cloud, semiconduttori, biotecnologie e infrastrutture dati, facilitando la crescita delle startup oggi frenate dalla frammentazione dei mercati
- Decarbonizzazione e Competitività: Trasformare la transizione green in un vantaggio competitivo, abbattendo i prezzi dell'energia attraverso tecnologie integrate a livello europeo.
- Sicurezza e Autonomia Strategica: Ridurre la dipendenza da paesi terzi per le materie prime critiche, le risorse digitali, l’energia e la difesa.
Per sostenere questo sforzo, l'Europa necessita di investimenti massicci: circa 800 miliardi di euro l'anno, pari al 4,5% del PIL europeo, destinati a innovazione e infrastrutture strategiche.
2. Dalla Strategia all'Azione: Il Competitiveness Compass
Il report di Draghi non rimane un esercizio puramente didattico. Nel gennaio del 2025 la Commissione Europea, infatti, presenta la Bussola per la competitività (Competitiveness Compass) cioè un piano strategico dell’UE per il periodo 2024-2029 per rilanciare crescita, innovazione e competitività dell’economia europea in un contesto globale dominato da Stati Uniti e Cina.
L’obiettivo è rendere l’Europa un luogo dove innovazione, industria e tecnologie future possano nascere, crescere e scalare. In sostanza è la roadmap politica che traduce in azioni concrete le raccomandazioni del report sulla competitività di Mario Draghi.
La roadmap propone 5 "abilitatori":
- Semplificazione: Revisione profonda della normativa UE per snellire i processi burocratici e creare un contesto favorevole alla nascita e alla crescita dell’imprese
- Mercato Unico: Rimozione definitiva degli ostacoli transfrontalieri.
- Finanziamento: Attivazione del European Competitiveness Fund e nuovi strumenti per il venture capital. incentivando il capitale di rischio e permettere la continuità del flusso degli investimenti in tutta l'UE
- Competenze e formazione: Promozione dell'EU Talent Pool per colmare il deficit di manodopera specializzata.
- Coordinamento: Allineamento delle politiche economiche nazionali agli obiettivi strategici di Bruxelles.
3. Semplificazione della normativa: dal Digital Rulebook al Digital Omnibus
Il Digital Rulebook (o digital acquis) è l’insieme delle normative UE che regola le tecnologie digitali emergenti, la cybersicurezza, le piattaforme online e le comunicazioni elettroniche. Si tratta di un insieme di norme che sostiene l'innovazione, promuove una concorrenza leale, protegge i consumatori, garantisce la riservatezza dei dati e affronta le sfide derivanti dalla transizione digitale.
Negli anni il framework è cresciuto molto (GDPR, DSA, DMA, AI Act, Data Act, ecc.), portando tuttavia a:
- Overlap e incoerenze normative
- costi di compliance elevati
- incertezza legale
Il report Draghi del 2024 punta il dito anche su questa complessità tra le cause del gap competitivo dell’UE.
Il 19 novembre del 2025 la Commissione UE ha presentato un “Digital Package” con lo scopo di ottimizzare il “digital rulebook” e aiutare le imprese dell'UE a innovare, scalare ed essere più competitive attraverso una riduzione gli oneri amministrativi del 25-35%, e una semplificazione del quadro normativo. L’obiettivo è sostenere e rafforzare la competitività europea nel digitale, favorire innovazione e uso dei dati, senza abbassare gli standard di tutela.
Il pacchetto comprende i seguenti 3 elementi:
- Omnibus Digitale, il cuore normativo che semplifica le norme in materia di dati personali e non, di cibersicurezza e IA
- Strategia dell’Unione dei dati con misure che sbloccano i dati per l'IA in tutta Europa, garantendo che le imprese dell'UE abbiano accesso a dati di alta qualità per competere sui mercati globali e promuovere l'innovazione.
- La proposta del Business Wallet europeo
Il cuore di questa manovra è il Digital Omnibus. È un pacchetto legislativo “di revisione” che non introduce nuove leggi ma serve a "mettere in ordine" tra più normative digitali già esistenti per:
- eliminare sovrapposizioni
- ridurre la complessità burocratica
- migliorare la coerenza tra leggi
Il termine Omnibus indica proprio questo: un unico intervento che modifica più regolamenti contemporaneamente. Nel 2025 la Commissione ha proposto 10 pacchetti omnibus su altrettante aree. Quello sul digitale è il pacchetto VII (proposta COM(2025) 837 final al Parlamento e al Consiglio Europeo) che mira, tra le altre cose, a:
- Risparmi Diretti: Riduzione dei costi amministrativi per 5 miliardi di euro entro il 2029.
- Efficienza Operativa: Taglio degli oneri burocratici stimato tra il 25% e il 35%.
- Ausilio alla competitività e all'innovazione
- Migliore esperienza online degli utenti
- Cybersecurity Single Access Point: Un punto unico di segnalazione per gli incidenti informatici, eliminando la ridondanza tra diverse autorità.
Iter approvativo - Il Digital Omnibus Package segue la procedura legislativa ordinaria UE:
- Proposta della Commissione
- Discussioni in Parlamento e Consiglio
- Triloghi: negoziati tra istituzioni per testo consolidato
- Approvazione: voto Parlamento e Consiglio, pubblicazione in GUUE, entrata in vigore 20 giorni dopo..
Tempi Stimati - Approvazione definitiva prevista nel 2027, con applicazione dal 2028 e periodi di adeguamento (standard tecnici entro 31 dicembre 2028 se ritardi).
Stato Attuale (aprile 2026) - In corso di iter legislativo iniziale: bozza in esame al Parlamento (mandato negoziale discusso marzo 2026), nessuna modifica vincolante; regole attuali restano invariate
4. La Roadmap verso EU Inc.: Il 28° Regime
L’Omnibus Digitale, con la sua agenda di semplificazione normativa, ha preparato il terreno per il 28° regime e fornendo alla Commissione la legittimazione politica per bypassare le inerzie nazionali.
Già nel suo rapporto alla commissione, Draghi individua nella frammentazione regolatoria interna all’unione uno dei problemi principali che frena la crescita e la competitività delle imprese e delle startup e propone come possibile soluzione un possibile 28° regime, con regole unificate per startup e imprese, che si affianchi ai 27 regimi esistenti. A questo vanno affiancate politiche di accesso agli investimenti più rapidi, meno barriere tra i paesi e decisioni più rapidi a livello europeo.
Le iniziative indicate nella Competitiveness Compass sulla competitività economica dell’UE sono state sostenute anche nella riunione del Consiglio Europeo del 20 marzo 2025, che riuniva i capi di Stato e di governo dell'Unione Europea. Il Consiglio ha proprio invitato la Commissione a “proporre un 28° regime facoltativo di diritto societario che permetta alle imprese innovative di espandersi” auspicando per il 2025 un “salto di qualità” nel 2025 e un cambio di passo nella competitività europea, per colmare il divario con Stati Uniti e Cina.
Il 28regime comincia a prendere forma già a gennaio 2026, al World Economic Forum di Davos, dove la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, lo cita pubblicamente parlando del
paradosso all'interno dell'Unione Europea, dove ci sono 450 milioni di consumatori, capitali e dati che si muovono piuttosto facilmente, ma con le aziende che devono affrontare regole diverse stato per stato frenando la loro crescita e la loro competitività.
E il 18 marzo 2026 viene presentata attraverso una comunicazione ufficiale della Commissione Europea al Parlamento Europeo e al Consiglio Europeo la proposta di regolamento EU Inc. ovvero un quadro giuridico sopranazionale e opzionale che si affianca ai 27 sistemi nazionali esistenti e che introduce un set unico e semplice di regole societarie per tutta l'Unione Europe che permetta proprio alle imprese di operare e scalare in tutta Europa come se fosse un mercato unico, esattamente come avviene negli Stati Uniti o in Cina, rafforzandone la competitività e lo sviluppo innovativo
La proposta è formalizzata nella comunicazione COM(2026) 320 final della Commissione verso il Parlamento e il Consiglio ed è poi formalizzata nella proposta di regolamento COM(2026) 321 final che attualmente è in fase di approvazione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio europeo e si auspica che venga approvato entro la fine del 2026.
Invece di tentare un'impossibile armonizzazione di 27 codici civili diversi — processo che richiederebbe decenni — l'Europa crea una "corsia preferenziale" per startup e scale-up. Le imprese possono scegliere di nascere direttamente come entità europee, operando in tutto il mercato unico con un unico set di regole standardizzate, azzerando di fatto le frizioni transfrontaliere.
Semplificazione Radicale: I Numeri del Vantaggio Competitivo
L'EU Inc abbatte le barriere all'entrata con parametri che sfidano i modelli globali più efficienti:

Capitale Umano e Infrastruttura: Il Modello Silicon Valley
EU Inc. introduce un cambio di paradigma culturale volto a emulare i distretti di innovazione più dinamici al mondo, integrando strumenti per il capitale umano e la gestione del rischio.
- Talenti e Mobilità: Viene introdotta l'EU Talent Pool e le stock option europee standardizzate, garantendo il riconoscimento automatico delle qualifiche e il supporto al telelavoro transfrontaliero.
- Cultura del Rischio (Fast Restart): Ispirandosi al Chapter 11 statunitense, il regime prevede procedure di insolvenza semplificate. L'obiettivo è eliminare lo stigma del fallimento, permettendo agli imprenditori una "ripartenza veloce".
- European Business Wallet: Uno strumento d'identità digitale unico per gestire deleghe, firmare contratti, partecipare a gare di procurement pubblico e interagire con le autorità di tutti i 27 Stati membri senza ridondanze.
- Trasparenza e Sicurezza: L'integrazione di blockchain e smart contract all'interno del Registro Europeo delle Imprese garantisce la condivisione automatica e certificata dei dati tra le amministrazioni nazionali.
Cronoprogramma della Trasformazione Digitale
La transizione verso questa nuova architettura economica seguirà tappe serrate, volte a garantire certezza operativa agli investitori.
- Marzo 2026: Presentazione ufficiale della proposta EU Inc. (COM 2026 320 final).
- Fine 2026: Obiettivo approvazione del Regolamento da parte di Parlamento e Consiglio.
- 2027: Avvio delle prime costituzioni di società sotto la forma giuridica EU Inc.
- 2028: Piena operatività del Digital Omnibus e fissazione degli standard tecnici definitivi (entro il 31 dicembre 2028).
5. Conclusioni: Verso una Nuova Sovranità Tecnologica
La fine dell'era della frammentazione è vicina. Con l'adozione di EU Inc., l'Unione Europea smette di essere un mosaico di barriere burocratiche per diventare un'unica piattaforma di lancio per l'innovazione. Il "28° regime" rappresenta una corsia preferenziale che bypassa le lentezze nazionali, offrendo a startup e scale-up la massa critica necessaria per competere a livello globale.
Per le imprese, il 2027 rappresenta l'anno zero. È fondamentale iniziare oggi la transizione digitale e preparare la propria identità aziendale per abitare la frontiera del mercato unico integrato. La sovranità tecnologica europea non è più un'aspirazione, ma una roadmap normativa in fase di esecuzione.

