Il percorso verso l'European Digital Identity Wallet sta entrando in una fase decisiva. Con la scadenza di fine 2026 prevista dal regolamento eIDAS 2.0, gli Stati membri stanno completando le attività necessarie per rendere disponibili i propri wallet nazionali e costruire gli ecosistemi che ne consentiranno l'utilizzo da parte di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.
Tra le esperienze europee più interessanti figura quella della Polonia, che ha presentato lo stato di avanzamento del proprio progetto durante il Trusted Economy Forum 2026, svoltosi a Poznań.
Il progetto polacco presenta una caratteristica distintiva: il Paese dispone già di un ecosistema nazionale di identità digitale consolidato, costruito attorno all'applicazione mObywatel, utilizzata per accedere a documenti digitali e servizi pubblici.
L'obiettivo non è quindi introdurre semplicemente un nuovo wallet, ma evolvere l'infrastruttura esistente verso i requisiti europei di interoperabilità, sicurezza e fiducia.
Particolarmente significativo è il modello di collaborazione con i Qualified Trust Service Providers (QTSP), ai quali viene attribuito un ruolo che va oltre la tradizionale emissione di certificati e firme elettroniche qualificate.
Da mObywatel a mObywatel Europa: un percorso di evoluzione graduale
La strategia polacca prevede il lancio, entro la fine del 2026, di una nuova applicazione denominata mObywatel Europa, destinata a implementare le funzionalità dell'EUDI Wallet.
In una prima fase, il wallet europeo sarà distribuito come applicazione separata, ma strettamente integrata con l'attuale mObywatel attraverso meccanismi di deep linking.
Questo consentirà agli utenti di accedere al nuovo wallet direttamente dall'applicazione nazionale, con un percorso che li indirizzerà all'installazione, all'attivazione o all'accesso, a seconda della loro situazione.

L'approccio prevede due fasi evolutive:
- Prima fase – Fine 2026: rilascio di un MVP operativo dell'EUDI Wallet, integrato con mObywatel mediante deep linking e progressivamente arricchito con le funzionalità previste da eIDAS 2.0.
- Seconda fase – Evoluzione dell'ecosistema: convergenza delle due applicazioni verso un'unica esperienza digitale, con la trasformazione dei documenti esistenti in attestazioni elettroniche di attributi e la progressiva integrazione dei servizi nazionali nel wallet europeo.
Tra le funzionalità in sviluppo figurano le attestazioni relative alla patente di guida e alla verifica dell'età.
La scelta riflette un principio importante: l'EUDI Wallet può essere introdotto come evoluzione di un'infrastruttura digitale nazionale già operativa, senza imporre un'immediata sostituzione dei servizi e delle applicazioni utilizzate dai cittadini.
Onboarding a LoA High: la carta d'identità elettronica come fattore abilitante
Uno degli aspetti più rilevanti dell'implementazione polacca riguarda il processo di attivazione del wallet.
L'attuale mObywatel utilizza meccanismi di identificazione riconducibili al livello di garanzia Substantial.
Per il nuovo EUDI Wallet, la Polonia ha invece scelto un processo di attivazione basato sulla carta d'identità elettronica nazionale (eID), dotata di componente elettronica, per soddisfare i requisiti del Level of Assurance High.
Questa scelta introduce una sfida di adozione. Il programma nazionale di sostituzione dei documenti d'identità elettronici proseguirà fino al 2029 e non tutti i cittadini dispongono ancora di una eID idonea. Inoltre, il possesso del documento non garantisce necessariamente che tutte le funzionalità elettroniche siano state attivate.
Per questo motivo, l'applicazione mObywatel introdurrà la funzione “Get ready for mObywatel Europa”, attraverso la quale gli utenti potranno verificare la disponibilità della eID, controllare certificati e PIN e ricevere indicazioni per completare la preparazione all'attivazione.

L'iniziativa evidenzia un elemento centrale nella diffusione dell'EUDI Wallet: la conformità tecnologica e normativa deve essere accompagnata da processi di onboarding accessibili, strumenti di supporto e attività di informazione rivolte ai cittadini.
Relying Party Registry: un nuovo ruolo per i QTSP nell'accesso all'ecosistema
Uno degli elementi più innovativi presentati al Trusted Economy Forum riguarda il modello di registrazione delle Relying Parties (RP), ovvero le organizzazioni pubbliche e private che intendono richiedere e verificare informazioni attraverso l'EUDI Wallet.
La Polonia prevede l'attivazione, entro la fine del 2026, di un registro pubblico nazionale, il Relying Party Registry, gestito sotto la responsabilità del ministro competente per la digitalizzazione.
Il registro conterrà informazioni sulle organizzazioni registrate, sui servizi offerti, sulle autorizzazioni e sull'ambito dei dati richiesti agli utenti.
L'elemento distintivo è rappresentato dalle due modalità di registrazione previste:
- Registrazione diretta. Le Relying Parties potranno effettuare la registrazione attraverso il portale nazionale, utilizzando strumenti di identificazione e autenticazione già disponibili nell'ecosistema polacco. Per le persone fisiche sono previsti la eID o un certificato di firma elettronica qualificata; per le persone giuridiche, un certificato di sigillo elettronico qualificato.
- Registrazione tramite QTSP. In alternativa, il processo potrà essere facilitato da un Qualified Trust Service Provider registrato, introducendo un canale di onboarding assistito da un operatore qualificato.
Il modello contempla inoltre due tipologie di certificati con finalità differenti:
- Registration Certificate: conferma la registrazione della Relying Party nell'ecosistema
- Access Certificate: abilita l'accesso tecnico ai servizi dell'ecosistema wallet
Secondo il modello presentato, i QTSP registrati potranno emettere entrambe le tipologie di certificati. Per le organizzazioni del settore pubblico è inoltre previsto un ruolo dell'autorità ministeriale nell'emissione dei Registration Certificates.

Questa impostazione introduce una prospettiva particolarmente interessante per il mercato europeo dei servizi fiduciari.
Il QTSP non opera più soltanto come prestatore di servizi qualificati destinati agli utenti finali, ma può diventare anche un abilitatore dell'accesso delle organizzazioni all'ecosistema EUDI Wallet.
Per gli operatori del settore si prospettano opportunità legate all'assistenza alla registrazione, alla gestione dei certificati e all'integrazione tecnica delle Relying Parties.
È importante distinguere il modello specifico polacco dai requisiti comuni europei: il coinvolgimento dei QTSP nella registrazione delle Relying Parties rappresenta una scelta implementativa nazionale, non un obbligo generalizzato per tutti gli Stati membri.
Firma elettronica qualificata integrata nel wallet: il secondo pilastro del ruolo dei QTSP
La seconda dimensione strategica riguarda l'integrazione della Qualified Electronic Signature (QES) nell'esperienza dell'EUDI Wallet.
Il quadro eIDAS 2.0 prevede che gli utenti possano beneficiare gratuitamente della firma elettronica qualificata per finalità non professionali.
Per realizzare questa funzionalità, la Polonia intende estendere un modello di collaborazione già sperimentato con i QTSP nazionali attraverso mObywatel.
L'architettura presentata prevede una chiara separazione delle responsabilità:
- EUDI Wallet: supporta l'identificazione dell'utente attraverso la presentazione del PID (Person Identification Data).
- Signature Gateway: gestisce l'esperienza applicativa e l'orchestrazione del processo di firma, avviabile da web o da applicazione mobile.
- QTSP: mantiene la responsabilità dell'emissione del certificato qualificato e della generazione della firma elettronica qualificata. Il QTSP riceve gli hash dei documenti da firmare, senza necessità di ricevere il contenuto integrale dei documenti stessi.
La soluzione supporta documenti PDF e XML e punta a offrire un'esperienza uniforme indipendentemente dal canale di accesso.

L'architettura mostra come il wallet possa fungere da strumento di identificazione e di accesso al servizio, lasciando al QTSP le funzioni regolamentate di emissione dei certificati e generazione delle firme.
Questo modello può avere implicazioni significative anche dal punto di vista commerciale.
L'integrazione della QES nell'EUDI Wallet può infatti contribuire ad ampliare la platea degli utilizzatori dei servizi fiduciari qualificati, rendendo la firma digitale più accessibile e integrata nei processi quotidiani.
Allo stesso tempo, il modello solleva questioni rilevanti per i QTSP, tra cui la sostenibilità economica delle firme gratuite per uso non professionale, i meccanismi di remunerazione dei prestatori e la scalabilità delle infrastrutture di firma remota.
Il doppio ruolo dei QTSP: da fornitori di servizi fiduciari a partner dell'infrastruttura EUDI
I due modelli descritti delineano una possibile evoluzione del posizionamento dei QTSP nell'ecosistema europeo dell'identità digitale.

Il primo ruolo è orientato al mercato delle organizzazioni: imprese, banche, assicurazioni, operatori regolamentati e pubbliche amministrazioni che dovranno integrare i wallet nei propri processi.
Il secondo ruolo è orientato all'erogazione di servizi fiduciari agli utenti finali, attraverso processi di firma integrati nell'esperienza wallet.
Le due dimensioni sono complementari e potrebbero generare opportunità commerciali differenti.
Per i QTSP, il valore potenziale non risiede esclusivamente nel numero di certificati o firme emessi, ma anche nella capacità di diventare partner tecnologici e fiduciari delle organizzazioni che adotteranno l'EUDI Wallet.
Questa prospettiva favorisce l'evoluzione verso offerte integrate, che combinano servizi fiduciari, gestione delle identità, onboarding, verifica delle credenziali e firma elettronica.
Va tuttavia sottolineato che la concreta sostenibilità di questi modelli dipenderà dalle scelte nazionali, dalle regole applicabili ai diversi servizi e dalla disponibilità di meccanismi commerciali adeguati.
Sandbox e preparazione dell'ecosistema: il coinvolgimento anticipato del mercato
Parallelamente allo sviluppo del wallet, la Polonia ha avviato il 15 settembre 2026 una sandbox dedicata all'integrazione delle Relying Parties.
Durante la presentazione è stato comunicato che la piattaforma aveva già ricevuto 45 richieste di partecipazione, provenienti da organizzazioni polacche e di altri Paesi europei.
La sandbox prevede percorsi di registrazione differenziati per operatori nazionali ed esteri e consente di sperimentare l'MVP del wallet utilizzando inizialmente un verifier fornito dal progetto.
L'evoluzione prevista include la possibilità per le organizzazioni di testare i propri verifier, attraverso i certificati necessari per comunicare con l'ecosistema wallet.
L'iniziativa evidenzia un altro elemento fondamentale: la disponibilità dell'EUDI Wallet deve procedere parallelamente alla preparazione delle organizzazioni che lo utilizzeranno.
Senza un ecosistema sufficientemente ampio di Relying Parties, anche un wallet tecnologicamente avanzato rischia di offrire un valore limitato agli utenti.
Stato di avanzamento e prospettive per il 2027
Alla data della presentazione del 14 ottobre 2026, il programma polacco risultava in una fase avanzata di preparazione.
L'MVP era stato sottoposto a valutazione, il primo programma nazionale di certificazione era stato definito e le modifiche legislative avevano completato la consultazione pubblica, entrando nella fase finale del processo governativo.
Il lancio pilota dell'EUDI Wallet e l'attivazione del Relying Party Registry erano previsti entro la fine del 2026.
Il percorso successivo comprenderà il progressivo ampliamento delle attestazioni disponibili, l'integrazione dei servizi nazionali, il consolidamento dei processi di registrazione delle Relying Parties e l'evoluzione verso un'esperienza applicativa unificata.
La capacità di coinvolgere il mercato e di garantire l'interoperabilità transfrontaliera sarà determinante per il successo dell'iniziativa.
Conclusioni: il caso polacco come indicatore dell'evoluzione del mercato europeo
Il modello presentato dalla Polonia offre alcune indicazioni importanti sul futuro dell'ecosistema europeo dell'identità digitale.
La prima riguarda la continuità con le infrastrutture nazionali esistenti: l'EUDI Wallet può essere introdotto attraverso un percorso evolutivo, preservando servizi e investimenti già consolidati.
La seconda riguarda la centralità delle Relying Parties. La creazione di registri, meccanismi di accesso e ambienti di sperimentazione rappresenta una componente essenziale per trasformare il wallet da infrastruttura di identità digitale a strumento concretamente utilizzato nei servizi pubblici e privati.
La terza, particolarmente rilevante per il mercato dei servizi fiduciari, riguarda l'ampliamento del ruolo dei QTSP.
Nel modello polacco, i prestatori qualificati possono operare su entrambi i lati dell'ecosistema: facilitando l'accesso delle organizzazioni attraverso il Relying Party Registry e fornendo servizi di firma elettronica qualificata integrati nel wallet.
Questa doppia funzione delinea una possibile evoluzione del QTSP da fornitore di singoli servizi fiduciari a partner infrastrutturale dell'economia digitale europea.
Il caso polacco rappresenta quindi non soltanto un aggiornamento sullo stato di implementazione dell'EUDI Wallet, ma anche un esempio concreto di come eIDAS 2.0 possa contribuire a ridefinire ruoli, collaborazioni e opportunità di mercato nel settore della fiducia digitale.

